Macerata, 1985. Fabrizio Luciani, a.k.a Pretty, a.k.a il Maestro per gli amici discepoli, è un dj di provincia abbastanza quotato dalle sue parti. Vive per la dance music, adora i jeans a tubo, le Clark’s rigorosamente color ghiaccio e si becca tutte le ragazzette dell’Imagine, la disco per cui lavora, alzando quel caro, vecchio, stimatissimo milione al mese. Sciupa notti e giorni con il Marmista, un gigante di due metri che al massimo grugnisce come Hulk e con il Papero, meccanico dalla esse blesa che quando parla sembra Donald Duck. Tempo speso a occuparsi del nulla, con l’alcool che ti bagna le nottate e una famiglia di genitori borghesi finta come i soldi del monopoli. Eccessi, cocaina per tirarsi un pò su, paranoie da erbetta, strategie da rimorchio, quelle senza tempo, verginelle da rovistare. L’impresa della domenica mattina con la testa che scoppia e ti sei addormentato pure vestito, e c’è il pranzo di nonna Piera, l’unica a cui non sai dire mai di no. Ti ha pure messo una Bibbia sul comodino, ma ormai ci appoggi solo le Camel. Le ore attaccato al filo del telefono, che quando squilla negli anni ’80 non puoi sapere chi c’è dall’altra parte. [...]


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