Eros e Thanatos, binomio storico – filosofico che da Empedocle arriva fino a Freud per diventare un sommo concetto che esprime l’inconscio volere degli individui di riproporre esperienze traumatiche allo scopo di poter rivivere uno stato preorganico, apparentemente statico simile all’esperienza embrionale – ma ognuno cerca di farlo in un modo personale, intimo e forse con molti pudori e paure. “L’amore è come la morte, un’esperienza comune a tutti; il traguardo identico ma ognuno ci arriva a modo suo.” Questa battuta estratta da Mumble Mumble, ovvero confessioni di un orfano d’arte, in scena la Teatro Belli di Roma, mostra a pieno come Emanuele Salce sia riuscito a mettere in scena, con maestria, la profondità di una riflessione parapsicologica su se stessi e su come il mondo riflette il nostro essere. Il tutto con la leggerezza acuta e ironica di una commedia. L’amore e la morte, o meglio Eros e Thanatos, in quest’opera ci vengono proposti come riflessione di una contemporaneità in cui tutti si possono misurare. La paura dell’abbandono, di sentirsi soli con se stessi o peggio con quello che i nostri genitori ci hanno lasciato, nel bene o nel male, con l’ansia di dover un giorno crescere e dimostrare [...]


Twitter
Digg
Del.icio.us
Facebook
Wikio
Diggita
OKnotizie