Uccidere una persona è semplice. Sono fragili, gli umani, un colpo ben assestato e la vita se ne va per sempre, senza pudore, senza occasione di pentirsi e nemmeno il tempo di pensarci. Addio, per sempre. È davvero facile uccidere, purtroppo. È routine, uccidere o essere uccisi, lo è dall’alba dei tempi; ma non bisogna ricordare che gli umani si differenziano dagli animali per il pensiero. Uccidere una persona è semplice. Pensare d’aver ucciso qualcuno non deve essere facile, ma, a quanto, pare, c’è chi prova quel perverso gusto ad uccidere. C’è chi non può farne a meno e inoltre ha bisogno di vederti soffrire, e questo è il caso dell’antagonista di questa storia. L’80% del film si svolge all’interno di un box ATM (da noi meglio come “punto bancomat”) che si trova al centro di un immenso parcheggio. I tre protagonisti del film, due ragazzi sotto i 30 e una ragazza sui 25, una volta entrati in questo box, trovono un’oscusa figura a bloccare l’uscita, un uomo minaccioso che li aspetta ma che non osa avvicinarsi. Non sapendo cosa fare, i ragazzi rimangono interdetti a guardarlo e in pensieri che intercorrono suonano come: “Sarà davvero pericoloso? Che sta facendo [...]


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