Una storia dal sapore biblico permeata di tutto il suo americanismo. William Dieterle, regista tedesco di sottovalutato valore, nella sua fase statunitense (di cui vanno almeno ricordati i classici La vita del dottor Pasteur, Notre Dame, Gli amanti del sogno e il melodramma dalle venature gotiche Il ritratto di Jennie) adatta il racconto di Stephen Vincent Benet, The Devil and Daniel Webster, che prende in esame la storia di un povero agricoltore, Jabez Stone, in condizioni economiche disperate, che nel 1840 nello Stato del New Hampshire stringe un patto settennale con il diavolo in persona, il quale gli garantisce ricchezze e prosperità in cambio della sua anima. Il disperato e gentile agricoltore accetta, diventa l’uomo più ricco e invidiato del paese, ma pian piano perde di vista tutti i suoi valori perdendo le sue qualità etiche diventando gretto e meschino. Sarà Daniel Webster, incorruttibile avvocato, a salvare grazie ad un’arringa il povero uomo da quel contratto che lo aveva portato sul baratro dei suoi valori e a tradire le persone care e gli amici. Dieterle compie un lavoro molto interessante costruendo una pellicola profondamente antiamericana nell’anno della retorica e del patriottismo per eccellenza: il 1941 consacrato dai bombardamenti dei giapponesi [...]


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