“Bisogna bloccare subito i pagamenti dei manifesti pubblicitari del Piano di sviluppo rurale e verificare la congruità con il servizio reso dalla ditta vincitrice. E’ un’azione necessaria: sono troppi gli aspetti oscuri e discrezionali che hanno caratterizzato prima l’appalto, poi l’affidamento della campagna. Va inoltre verificato come mai l’unica offerta ritenuta valida è quella di una ditta che ha già avuto affidamenti diretti dall’assessorato all’Agricoltura. Crediamo sussistano gli estremi per annullare tutto.
La vicenda dei manifesti sul Psr è la foto del baratro verso il quale la giunta targata Polverini ci sta spingendo. Si aumentano le tasse ai cittadini, si tolgono servizi fondamentali, si cancellano posti letto, insomma si taglia su tutto ma non si rinuncia a buttare i soldi dalla finestra. Spendere 30.000 euro per comunicare qualcosa ci potrebbe anche stare, ma qui le cose che non vanno sono veramente troppe. La Regione ha chiesto un minimo di 110 manifesti, numero già gravemente insufficiente per tutto il Lazio; ha accettato l’offerta per un numero addirittura inferiore; su quei manifesti a peso d’oro non c’è alcuna informazione utile agli agricoltori ma solo propaganda.
Quella dell’affidamento alla Panta Cz è una proceduta che deve essere bloccata subito: dopo lo scandalo dei vitalizi agli assessori esterni, questa è l’ennesima dimostrazione di come la giunta Polverini sia in grado da un lato di negare servizi essenziali ai cittadini, dall’altro di sperperare il loro denaro”.


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