“Non c’è da approfondire alcuna questione, come sostiene la Presidente Polverini. Nessun protocollo prevede che per un massaggio cardiaco si utilizzi il pavimento del Pronto Soccorso. Quando questo accade vuol dire che i medici non hanno a disposizione i mezzi minimi necessari per svolgere il loro lavoro. Tutto qui. Il professor Quirino Piacevoli, presidente del Consiglio regionale del Lazio dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi) è già intervenuto sottolineando che la distesa a terra dei pazienti è prevista solo in caso di eventi straordinari: attacchi terroristici, terremoti, crolli di palazzi. Di straordinario nel Pronto Soccorso del San Camillo c’è solo il lavoro degli operatori sanitari costretti a destreggiarsi in un luogo sovraffollato ogni giorno e oltre ogni limite, diventato con il Piano di rientro della Presidente unico Dea di II livello per la Macroarea 3, ovvero punto di riferimento per un milione e 300mila persone. Risultato: posti disponibili insufficienti e neanche una barella rigida dove adagiare i pazienti. È chiaro che i medici e gli infermieri, dovendo salvare una vita, hanno scelto, gioco forza, di intervenire senza indugi, utilizzando l’unica superficie rigida che avevano a disposizione, cioè il pavimento. Così si viola la dignità della persona, non si consente alle grandi professionalità di cui dispone la sanità del Lazio di operare al meglio e si rischia di rendere inutile un intervento salvavita. E le dichiarazioni della Presidente suonano ai pazienti e ai familiari in modo quasi offensivo. Del caso specifico sembra che se ne occuperà la Procura della Repubblica. Da parte mia chiedo con grande urgenza una riunione del Consiglio regionale per evitare queste situazioni indegne e purtroppo simili in molti Pronto Soccorso di Roma e del Lazio. La Polverini e la sua maggioranza la smettano di scappare”.
Dichiarazione del Capogruppo Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino


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