Penelope, simbolo per antonomasia di saggezza, fedeltà, regalità. Una donna che sembra incarnare l’ideale dell’amore puro e casto, che con la sua lunga attesa di vent’anni rende il ritorno di Ulisse ancora più epico. Il suo stratagemma per sfuggire al corteggiamento dei proci diventa qualcosa di più di una tela tessuta di giorno e disfatta di notte, sono fili di tempo e ricordi, la giustificazione di un’assenza che la costringe a fare dell’astuzia il suo unico alleato contro la solitudine. Penelope però è molto altro e la pièce di Tiziana Scrocca, in scena al teatro Keiros dal 1 al 12 febbraio, lo dimostra in molti sentimentali ed evocativi modi. L’autrice/attrice interpreta con magistrale talento e cura di dettagli emotivi un personaggio immortale, un’icona del coraggio e della femminilità consapevole sotto una nuova chiave di lettura. I fili di Penelope mostra un’ eroina soprattutto fragile, nelle sue incertezze sul ritorno tardivo di Ulisse, sulla rinuncia a vivere pianamente gli anni della sua giovinezza e con la paura di non riconoscersi più negli occhi innamorati della giovane sposa che salutava suo marito in partenza per una lontana guerra. Penelope aspetta e tesse un mantello di storie per ingannare il tempo consapevole che il [...]


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