Ci sono voluti ben sette anni per rivedere Alexander Payne a dirigere nuovamente un lungometraggio. Dopo gli splendidi Election, A proposito di Schmidt e Sideways, il regista del Nebraska torna a raccontare di stati emotivi al bivio dell’esistenza. Come Warren Schmidt anche Matt King deve fare i conti con la mezza età, con la vita che gli ha dato una botta improvvisa fra capo e collo attraverso la perdita della propria metà, una moglie che un momento era lì ad accoglierlo ogni giorno, ad essere presente e soprattutto a fare da ponte affettivo con le due figlie (una adolescente e l’altra alla soglia della pubertà), e quello dopo era vittima di un incidente in barca. Come quello di Warren, anche il matrimonio di Matt è contornato da mille piccole e invisibili insidie, non ultimo il tradimento della moglie scoperto dalla figlia maggiore. Ma se Warren ha dovuto semplicemente fare i conti con una perdita improvvisa, Matt deve accettare la cosa con lentezza perché sua moglie respira ancora, ma è cerebralmente morta. Inizia con questi presupposti, Paradiso amaro, commedia funesta o dramma ironico sul senso della vita, tratta dal romanzo di Kaui Hart Hemmings, Eredi di un mondo sbagliato (ora ripubblicato sempre [...]


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