Sono due anni che la Grecia non riesce più a dormire sonni tranquilli. Prima è arrivata la crisi del debito, poi quella di governo e per ultimo le difficili consultazioni tra l’esecutivo di Papademos e i principali partiti. Il nodo da sciogliere sono le misure d’austerity che il paese dovrà adottare affinché la triade Ue-Bce-Fmi strappi finalmente il suo bell’assegno di oltre 100 miliardi di euro, e tenere ancora a galla un naufrago capace di trascinare sul fondo il resto dell’equipaggio sulla nave. Dopo un’incertezza che ha tenuto con il fiato sospeso i mercati e spinto qualche burocrate a rompere persino il tabù di un’Atene fuori dall’Eurozona, le forze politiche sono riuscite a raggiungere un’intesa tra loro. Inoltre Papademos ha ottenuto una proroga di 15 giorni per trovare i soldi necessari (300 miliardi di euro) a evitare il tanto temuto default del suo paese. Le buone notizie purtroppo finiscono qui. A Bruxelles prevale la prudenza e gli aiuti promessi restano per il momento congelati. Lo scarso entusiasmo dell’Unione scende come una doccia fredda sulla popolazione greca già in difficoltà, che si chiede quanti altri sacrifici sarà chiamata a sostenere prima di essere veramente in salvo dalla catastrofe. La situazione interna infatti peggiora ogni giorno che passa, a [...]


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