Fuori dal circuito centrale dei grandi musei, entriamo nei locali della Nomas Foundation, viale Somalia 33, Roma. Qui non è l’arte a mettersi in mostra, ma l’esistenza stessa degli autori-protagonisti, con tutta la sua vitalità a volte esplosiva, a volte appesa ad un filo; con il suo occhio privilegiato su un vissuto che solo attraverso anni di sofferenza si rende disponibile alla rielaborazione. Tutto accade in un ambiente minimale ma avvolgente, quello della sala di lettura silenziosa e intima che ospita Veterans Book Project. Pareti bianche, tavoli bianchi e lumi soffusi. E poi, tanti frammenti di vite, piazzate lì, davanti ad ogni sedia, in attesa di essere sfiorate ed esplorate. Trauma, Memoria e Comunicazione: queste le parole chiave del progetto di Monica Haller, giovane artista statunitense che da qualche anno organizza workshops ed incontri negli USA ed in Europa per promuovere l’ampliamento di questa incredibile biblioteca che al momento conta già più di 30 volumi, in mostra a Roma fino al 23 Febbraio. E’ iniziato tutto con Riley and his story. Me and my outrage. You and us, 470 pagine raccontate attraverso gli occhi di un ex-soldato che ha prestato servizio presso la prigione di Abu Ghraib. Il resto, a metà strada fra [...]


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