A Fukushima, la città giapponese colpita di recente dallo stesso disastro nucleare di 25 anni fa a Chernobyl, in quanto a gravità (livello 7, il massimo nella scala INES dell’AIEA), se non più grave, la Tepco, società che ne gestisce l’impianto, sta cercando di evitare che quantomeno l’acqua inquinata dalle mortali radiazioni non si infiltrino nel terreno, dopo che ha già fortemente inquinato il mare, con la costruzione di muri sotterranei attorno ai reattori, fino a raggiungere il suolo impermeabile che si trova 15 metri più giù. Anche se c’è da dire che la quantità totale di radionuclidi di Iodio-131 e Cesio-137 rilasciata a Fukushima è triplo del valore minimo per classificare un incidente nucleare di livello 7 nella scala INES, poiché a Chernobyl l’incidente aveva coinvolto un solo reattore mentre a Fukushima ne ha coinvolti ben quattro. Quindi questo è ancora più grave, ma non classificabile come tale solo perché la scala prevede solo 7 livelli di gravità.
A Fukushima, la città giapponese colpita di recente dallo stesso disastro nucleare di 25 anni fa a Chernobyl, in quanto a gravità (livello 7, il massimo nella scala INES dell’AIEA), se non più grave, la Tepco, società che ne gestisce l’impianto, sta cercando di evitare che quantomeno l’acqua inquinata dalle mortali radiazioni non si infiltrino nel terreno, dopo che ha già fortemente inquinato il mare, con la costruzione di muri sotterranei attorno ai reattori, fino a raggiungere il suolo impermeabile che si trova 15 metri più giù. Anche se c’è da dire che la quantità totale di radionuclidi di Iodio-131 e Cesio-137 rilasciata a Fukushima è triplo del valore minimo per classificare un incidente nucleare di livello 7 nella scala INES, poiché a Chernobyl l’incidente aveva coinvolto un solo reattore mentre a Fukushima ne ha coinvolti ben quattro. Quindi questo è ancora più grave, ma non classificabile come tale solo perché la scala prevede solo 7 livelli di gravità.


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