Questa pizzeria che, affaccia proprio sulle luci del viale, a Trastevere è un’istituzione, proprietà della famiglia Panattoni che se l’è tramandata di generazione in generazione fin dal 1942. E da allora, oltre a non essere cambiato (quasi) nulla all’interno del locale, non è cambiata nemmeno la qualità pur nella sua semplicità, dell’offerta, né la velocità del servizio e addirittura neppure i prezzi, euro permettendo.
D’estate i suoi tavolini all’aperto sono sempre pieni e a volte la fila di gente che aspetta di sedersi è veramente sconfinata, il che testimonia la bontà della sua cucina. Volutamente scarna e senza orpelli, fuori dalle mode del momento, tralascia l’arredamento per concentrarsi sull’offerta culinaria, semplice ma sempre di qualità. E così qui ci si riesce ancora a sfamare con una pizza, una birra e il lusso di qualche frittino romano, senza spendere più di 18 euro, evento più unico che raro nella Capitale. Per meno di 20 euro a testa, qui si possono mangiare quindi, due supplì, un fiore di zucca molto saporito e un filetto di baccalà dalle dimensioni stratosferiche. Le pizze qui sono basse e non molto estese.


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